Commento testuale: La Via prosegue senza fine (The Road goes ever on and on)

Originale:

The Road goes ever on and on
Down from the door where it began.
Now far ahead the Road has gone,
And I must follow, if I can,
Pursuing it with weary feet,
Until it joins some larger way,
Where many paths and errands meet.
And whither then? I cannot say.

Traduzione Alliata/Principe (A/P):

La Via prosegue senza fine
Lungi dall’uscio dal quale parte.
Ora la Via è fuggita avanti,
Devo inseguirla ad ogni costo
Rincorrendola con piedi alati
Sin all’incrocio con una più larga
Dove si uniscono piste e sentieri.
E poi dove andrò? Nessuno lo sa.

 

Traduzione Fatica (F):

La Strada se n’va ininterrotta
A partire dall’uscio onde mosse.
Or la Strada ha preso una rotta,
Che io devo seguir, come posso,
Perseguirla con passo sofferto,
Fino a che perverrà a un gran snodo
Ove affluiscono piste e trasferte.
E di poi? Io non so a quale approdo.

Approccio oggettivo:

Metrica: Fatica si ricorda all’improvviso che, a differenza di quanto fatto per la Poesia dell’Anello, è possibile tradurre un testo in versi mantenendo la metrica (più o meno) e le rime, o almeno le assonanze. Paradossalmente, in questo caso Alliata ha scelto il verso libero.

far ahead the Road has gone = la Via è andata/fuggita avanti, non la Strada ha preso una rotta. Il punto della poesia è proprio che la Via non ha una “rotta”, almeno non una che il viaggiatore sappia vedere. Inoltre la metafora nautica è bizzarra. Meglio A/P.

if I can = se posso, non ad ogni costo. Meglio F, anche se non è letterale.

Pursuing it: letteralmente “inseguendola”. Cos’ha fatto di male la Via, da doverla “perseguire”? È vero, “perseguire uno scopo” si dice. “Perseguire una strada”, no. Può essere una metafora, ma di nuovo, la Via non è e non ha uno scopo: quello che conta è il cammino. A meno che non sia un refuso e Fatica intendesse “Per seguirla”; in ogni caso l’effetto dopo il “seguir” nel verso precedente è cacofonico. Meglio A/P.

weary feet = piedi stanchi, non piedi alati. Però, nella versione e-book che possediamo, qui si trova eager feet. Eager è una delle parole inglesi più difficili da tradurre. In tal caso “piedi alati” è meraviglioso. In caso contrario è meglio la versione F. Sospendiamo il giudizio fino a quando non riavremo in mano la copia cartacea (siamo in viaggio).

Until it joins some larger way = Finché non si unisce a un cammino più grande, non Fino a che perverrà a un gran snodo. Né A/P né Fatica colgono la possibile metafora del fiume. Forse Tolkien non la intendeva come tale, ma Fatica ci arriva vicinissimo con il termine “affluiscono”… peccato che un fiume non abbia “snodi” come le autostrade, e nemmeno la Via. Meglio A/P.

Trasferte: Errand significa modernamente “commissione, cosa da fare” e in senso antiquato può essere inteso come “missione”, senza arrivare alla solennità di “cerca”. Non è facile da tradurre e non l’azzecca nessuna delle due versioni, ma almeno “sentieri” ha senso; non è una delle famigerate endiadi di Alliata, perché una “pista” in questo contesto è la traccia lasciata da un animale, un “sentiero” invece è creato dall’uomo. Non sappiamo da dove salti fuori “trasferte”, se non come goffo sinonimo di “viaggi”, ma ci fa immaginare la Juventus al completo in cerca di San Siro nei boschi della Terra di Mezzo. Meglio A/P.

Approccio soggettivo:

The Road – La Via – La Strada. Preferiamo Via perché non soffre della tipica moltiplicazione fatichiana delle sillabe, e perché a noi cattofascisti fa venire in mente “Io sono la Via, la Verità e la Vita”. Che non c’entra assolutamente nulla, tant’è vero che Tolkien usa “Road” che non è “Way” (però larger way compare più oltre nella poesia). La teoria di complotto dell’eliminazione di ogni riferimento cristiano è forse giustificata? Qui è un’interpretazione stiracchiata perfino per noi.

Traduzione F moderna e scorrevole? Né l’una né l’altra cosa. In teoria l’alternanza di registri può essere una buona soluzione, ma in questo caso una poesia in linguaggio moderno e di facile comprensione (pur con gli errori segnalati) si trasforma in un esercizio di stile che perde in immediatezza e profondità e rasenta il comico. Come mai qui è accettabile inserire “a quale approdo” per fare rima con “snodo”, mentre “(il cielo) che risplende” andava eliminato? (I cannot say non vuol dire che non so dove arriverò, ma che non so cosa succede dopo, perché la Via è senza fine – o ininterrotta – per definizione.)

Nota valida anche per i prossimi commenti testuali: quando parliamo di “metafora” ci riferiamo a una figura retorica, non a un’interpretazione metaforica o, Eru ne scampi, simbolica.

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