Fonti primarie 5: Paola Cartoceti alla Voce di Arda, 17/4/20

La traduzione Fatica: storia, critica, insulti, con Paola Cartoceti per i Figli di Feanor, e Davide Gorga – moderatori Giuseppe Scattolini e Simone Claudiani

Contenuto:

UN TITOLO INSULTANTE

LO SPAESAMENTO

LE SOMIGLIANZE SOSPETTE

PROBLEMI DELLA TRADUZIONE FATICA: 1 – I REGISTRI

IL CORNO DI BOROMIR

PROBLEMI DELLA TRADUZIONE FATICA: 2 – LE INCOERENZE

PROBLEMI DELLA TRADUZIONE FATICA: 2/A – LE STRIZZATINE D’OCCHIO

MISTERI SU AMAZON

TRADUTTOLOGIA

NOI PROFESSIONISTI

LE COPERTINE DELLA NASA

BESTEMMIE, REFUSI INESISTENTI E ORATORI INESPERTI

LA CENSURA E I GIACOBINI

LEGGERE IN INGLESE

Immaginatevi la scena: noi qui molto soddisfatti della trasmissione di venerdì 17, belli beati a riorganizzare il blog, e ci piomba Paola in piena modalità Napoleone a Waterloo, perché? Perché un paio di commenti sulla pagina AIST hanno criticato la scarsa professionalità e le risatine della trasmissione! (Commenti ora scomparsi: per esempio “una sequela di risate e versi di disgusto, inframmezzati da considerazioni anche giuste e interessanti” – per fortuna esistono le persone moderate con cui si può discutere, e non è sarcasmo.) Per quel che ne sappiamo nessuno ha criticato LEI, eppure: “Era la prima volta che parlavo in radio e senza vedere la gente in faccia non colgo i segnali, e mi invitano in tutta Italia a fare conferenze, e adesso non verrà mai più nessuno a sentirci e ho danneggiato la causa di Tolkien e non è colpa mia se la vostra gatta mi calpesta il modem!” Noi figuriamoci, immediatamente su FB a invocare il Buio Eterno su tutti e tutto, poi due giorni dopo a guardarci in faccia scuotendo la testa… il panico è contagioso e la mancanza di sonno è brutta, ragazzi. Per cui abbiamo deciso di applicare all’intervento di Paola lo stesso criterio che applichiamo a qualsiasi fonte primaria: trascrizione e critica. Ora giudicate voi.

Le altre trasmissioni della Voce di Arda riguardo alla traduzione Fatica (ritenute migliori dai critici):

Commento e critica della nuova traduzione Del Signore degli Anelli – con la traduttrice Costanza Bonelli

Le Poesie di Tolkien, analisi e commento – con lo studioso e poeta Kelo

[Nota di trascrizione – Per brevità abbiamo tolto qualche parola dagli interventi di Paola: “dei, delle”, cioè, il fatto che, ehm, uh, etc. Abbiamo aggiunto piccoli chiarimenti in parentesi quadre, ma abbiamo lasciato immutate le parole che ha usato, anche quando erano castronate. Controllate, abbiamo messo i minuti apposta. Paola ha letto il post e approva. E c’è tantissimo di più nella trasmissione; non prendeteci in parola e ascoltatela.]

 

UN TITOLO INSULTANTE

insulti: umorismo nero + eccessiva brevità = incomprensione. Per l’ennesima volta: intendevamo “insulti in generale”. Il sarcasmo dei Noldor si rivela un scelta stilistica e tattica sbagliata.

 

LO SPAESAMENTO

06:50(Paola) “Quello che tu hai letto, Giuseppe [la Canzone di Luthien in traduzione Fatica], è completamente incomprensibile.”

Premessa: a parte le poesie brevi e qualche brano di Eärendil, nessuno di noi ha letto le poesie nuova versione. A parte alcuni casi, non ci piace lo stile poetico di Fatica. La comprensibilità (chiunque sia che declama) è un problema anche della prosa di Fatica; ma certe sue soluzioni poetiche non ci piacciono a pelle. Ci sembrano esercizi di stile più che canzoni o lamenti; è un fatto soggettivo. Quanto alla lettura della Canzone di Eärendil, era uno scherzo privato fra Giuseppe Scattolini, che infatti definisce “goliardico” il suo humour, e Paola, che per motivi inesplicabili ama Earendil (per noi è solo un supporto per uno dei NOSTRI Silmaril): da qui la reazione scomposta di Paola, che non l’aveva mai letta per intero, e non ama neanche la versione A/P. Molte delle poesie lunghe sono fra le parti più deboli di A/P.

07:05 – (Paola) “Sono arrivata al primo capitolo… ho studiato il Prologo e sto lavorando sul secondo, io leggo intanto che lavoro… Cerco di leggere prima la traduzione Fatica; quando trovo qualcosa che mi fa saltare sulla sedia vado a vedere com’è l’originale. Se ancora ho dubbi, ho un file Word con tre colonne: vado a vedere la terza colonna, che è Alliata/Principe. Siccome salto sulla sedia ogni due righe, capirete che il lavoro è lungo.”

Prima che qualcuno punti il dito dicendo “Ah, ma allora non l’avete letta”: no, nessuno di noi ha letto la Compagnia di Fatica A SE STANTE, perché conoscendo quasi a memoria sia l’originale che A/P sarebbe uno stress, con il cervello lacerato fra il tentativo di giudicare in modo oggettivo e le altre versioni che si sovrappongono nella memoria: un continuo chiedersi, anche solo inconscio, “ma qui com’era”. Quindi ci abbiamo rinunciato in partenza, e il mitico file Word circola cosparso di parti evidenziate e post-it sempre più numerosi. (D’altra parte, come vedremo, Fatica ha fatto più o meno la stessa cosa con il libro di A/P.) Alla conclusione del volume siamo arrivati; lo studio sistematico è molto più complesso.

11:00 – (Giuseppe) “Questo spaesamento è dovuto proprio a questa traduzione… fondamentalmente incomprensibile… l’ha detto Ottavio Fatica al Tolkien Lab di Modena”

Chiariamo subito che abbiamo ricevuto la registrazione dell’intervento di Fatica a Modena. Non ricordavamo neanche da chi, forse ora lo abbiamo ricostruito, ma non è detto che non ci fossero più persone a registrare. Non sappiamo se fosse proibito; dovesse capitare che uno di noi va a un intervento del genere (e a Modena qualcuno nei paraggi c’era, ma non ci siamo organizzati), chiederemo prima se è possibile registrare. In caso contrario, è un brutto segno, letale per la comprensione filologica delle fonti dirette e la comunicazione serena. Il resoconto dell’intervento di Fatica a Modena sul sito AIST conteneva un attacco finale ai “leoni da tastiera” che si basano sulle registrazioni quando i veri sostenitori si fanno centinaia di chilometri per assistere; poi queste righe sono state tolte e rispettiamo la scelta. Comunque stiamo tentando di usare la registrazione ma ci vorranno settimane, perché, come dirà Paola, Fatica non è un parlatore eloquente. Non è colpa sua, ma è un dato di fatto. Nel nostro post relativo all’intervento abbiamo messo a confronto la relazione dell’AIST e quella di Giuseppe Scattolini per offrire due punti di vista diversi, ma per il nostro metodo di lavoro abbiamo BISOGNO di conoscere le parole originali. Per rendere giustizia a TUTTI, Fatica compreso.

Premesso questo, possiamo confermare che la tesi di Fatica per giustificare le sue scelte è, in breve: Tolkien parla difficile, quindi anche la traduzione deve essere difficile. Giustissimo; la nostra obiezione è che in molti punti specifici il registro di Fatica non corrisponde a quello di Tolkien. Termini comunissimi anche nell’inglese moderno vengono tradotti con termini italiani desueti, o tecnicismi, mentre frasi di livello alto, soprattutto nel parlare di personaggi “nobili” come Aragorn e Gandalf, vengono troppo spesso ridotte a colloquialismi o regionalismi. Ne abbiamo parlato e ne parleremo nei Commenti Testuali.

12:30 – (Giuseppe) “Ci sono passaggi veramente ben fatti, non dico che è tutto bleah… alle volte capita che uno scorre pagine e si legge tutto bene, e poi improvvisamente arrivano schiaffi devastanti… per esempio ‘Lothlórien’: ci sono pagine e pagine senza segni e improvvisamente questa riga: ‘Note innumeri in una musica cangiante in sempiterno.’ ”

14:15 – (Paola) “Non so come fai ad arrivare a quattro pagine, io non vado oltre le quattro righe prima di saltare fuori dalla poltrona.” (Giuseppe) “Sì, io sono, come dire, più conciliante.”

Paola è più cattiva di Giuseppe e anche di noi, il che è tutto dire. Però senza la sua pignoleria e i suoi post-it non saremmo giunti a conoscere così bene il testo originale di Tolkien.

14:50 – (Simone): “A me è bastata la Poesia dell’Anello.” (Paola) “Eh! Per carità, lì ci vuole Kelo per raccontare esattamente la metrica…” (Simone) “Paola, lì chi ha la R moscia addio… il tetro trono!”

Come è evidente, Paola ha una R arrotata che spacca il granito. Questo non significa che bisogna bandire tutte le parole con la R, anzi la singola frase “tetro trono” ha un effetto straniante che in questo caso è deliberato e rende l’angoscia del luogo; “errando per Eriador” (Prologo) è molto meno giustificabile. In seguito emergerà anche il punto della lettura ad alta voce.

15:28 – (Giuseppe) “I viaggiatori appesero i mantelli e ammucchiarono i fagotti sul piancito”. [Paola non ce la fa.] “… lo vuoi usare in un contesto ricercato…”

A noi “piancito” suona talmente oscuro che lo pronunciavamo “piANcito”, non avendo mai avuto occasione di pronunciare questa parola. La riflessione di Giuseppe è interrotta dai saluti ai nuovi arrivati, ma l’intento è chiaro: “piancito” va benissimo per rendere un termine inglese nobile e desueto in una situazione che richiede un registro alto, ma non quando si descrive un gruppo di amici che butta le borse sul pavimento; infatti l’originale è un prosaicissimo floor.

 

LE SOMIGLIANZE SOSPETTE

16:25 – (Paola) “Io ho trovato paragrafi o frasi abbastanza lunghe che sono identiche [in Fatica e in A/P] e mi son chiesta: come mai? Coincidenza che uno traducendo da sé faccia due frasi esattamente uguali?

Ora io sto anche ascoltando l’audio dell’intervento di Fatica a Modena, che è una cosa da incubo – mi è stato passato privatamente, la persona che me l’ha passato [o no… come già detto, nessuno si ricorda] non era in prima fila, la qualità è quella che è – ma soprattutto Fatica non è un grande oratore. Non finisce un pensiero che sia uno; per riuscire a distillare la faccenda, quello che vuol dire, io [tra]scrivo un paragrafo, due paragrafi, tre paragrafi, li leggo e cerco di capire cosa ha detto.

Una delle cose che ha detto è che mentre traduceva aveva accanto l’edizione, non so se Bompiani o Rusconi, della traduzione A/P… Non è una critica che faccio a Fatica, è un dubbio che ho io: come mai certi nomi sono identici – Omorzo [e Barbalbero e molti altri] – certi sono diversi per una lettera – adesso non mi viene un esempio [Mezzuomo/Mezzomo] – o addirittura certi passi sono uguali? Non lo so, è una domanda che butto nell’infinito, magari qualcuno ha una teoria. Per uno che ha detto che ah, assolutamente bisogna cambiare tutto, e poi trovi queste cose identiche, è un mistero.”

Paola deve avere ascoltato troppo Fatica, perché anche lei ha qualche problema ad arrivare in fondo a un concetto; però, esitazioni e risatine a parte, ci pare che almeno cerchi di scandire. E’ qui che emerge per la prima volta in radio l’esistenza della registrazione che tanto ha agitato l’AIST. Ha fatto bene a parlarne in sede pubblica? Ormai è un segreto di Pulcinella, e come detto l’intento non è antagonizzare ma citare le fonti primarie.

(Giuseppe) “E’ un dato di fatto che Fatica abbia consultato la traduzione di Alliata di continuo, sicuramente per due motivi: uno, che l’ha sempre avuta lì sul tavolo… e anche per il secondo motivo, che lui doveva tradurre diversamente da Alliata come minimo la nomenclatura, per via della questione giudiziaria… è una traduzione costretta da questa situazione in tribunale.

19:40 – (Paola) “Infatti questo è un argomento che io, noi, il Collettivo Figli di Fëanor, non tocca. Non ne sappiamo abbastanza. Però ci sono comunque contraddizioni: allora perché Omorzo? … Adesso che sto facendo il confronto delle Due Torri, ho riguardato per i Figli di Fëanor il primo capitolo che si trova [commentato] sul loro blog… nel secondo capitolo, ‘I Cavalieri di Rohan’, ci sono nomi che sono assolutamente uguali a come li ha tradotti, o non tradotti, A/P… se c’è sotto un problema di copyright che copre tutti i nomi, tutta la traduzione A/P, com’è possibile che ci siano nomi identici, frasi identiche, periodi identici?”

[Saltiamo brevemente avanti perché il discorso prosegue:]

32:20 – (Paola) “Calien chiede… ‘addirittura periodi identici?’ Io ho sott’occhio un passo del primo capitolo delle Due Torri che dice: ‘ “Boromir è morto,” disse Aragorn. “Io sono illeso, perché non ero qui con lui. È caduto difendendo gli hobbit, mentre io ero in cima alla collina.” ‘ E’ un bel pezzo lunghetto, sono tre frasi: identico da Fatica ad Alliata. Addirittura una frase abbastanza curiosa, perché io non la direi così, ma vabbè: ‘Deposero Boromir al centro dell’imbarcazione che l’avrebbe trasportato via.’ Siccome è una barchetta io non direi ‘al centro’. direi ‘nel mezzo’, direi – invece è identica: è così in Fatica, è così in A/P. Boh?” (Simone) “Lui potrebbe giustificarsi dicendo: tradotta significa quello, l’inglese è inglese.” (Paola) “Sì, ma siccome tutto il resto l’ha cambiato…”

Teoria di complotto? Fatica ha copiato? Ci sembra molto improbabile, perché non ci sarebbe motivo, per non parlare del copyright; ma allora? Siamo sinceramente confusi.

 

PROBLEMI DELLA TRADUZIONE FATICA: 1 – I REGISTRI

[Torniamo a un punto precedente e a un nuovo argomento:]

22:30 – (Paola) “Qui ci sono due interrogativi fondamentali per la critica alla traduzione Fatica: il primo… ci è stata bombardata, propagandata, promossa, sponsorizzata – non in senso monetario, ovviamente – o no? mah, chi lo sa [forse Paola intendeva oh sì?] – dall’AIST, dalla Wu Ming Foundation, da Fatica stesso, da altri blog amici come Cercatori di Atlantide, come la restituzione del vero Tolkien dopo un periodo di oscurità; e qui per il momento lascio da parte il fatto che l’oscurità come loro la intendono è ideologica; chiusa la parentesi, poi magari ci torniamo.

Il ‘vero Tolkien’ viene da loro definito come la restituzione dell’alternanza di registri che Tolkien usa nel far parlare i suoi personaggi, e nel descrivere certe situazioni più o meno solennemente, per esempio una scena campestre descritta in modo diverso da una battaglia… Andrebbe benissimo se fosse così.

Fatica in quell’intervento a Modena dichiara che Tolkien usa termini astronomici [iperbole], particolarissimi, che nessuno potrebbe capire, neppure un inglese, e quindi – lo hai già detto anche tu, Giuseppe – lui ha tradotto con termini incredibili anche per un italiano…. Ho letto in inglese il SdA, ho letto il Silmarillion, mi sto leggendo a spizzichi la History of Middle-Earth; quindi, se non lo so che a volte Tolkien mi sfida alla comprensione! …

Il problema è che Fatica ha usato  termini e registri alti, bassi, popolari, sconosciuti, arcaici, COMPLETAMENTE A CASO, come prezzemolo sparso qua e là, e dove cade cade: … termini normalissimi, quotidiani – sia adesso che ai tempi di Tolkien, in inglese – il famoso ‘turf’ Fatica lo traduce con ‘cotica’ quando dovrebbe essere ‘zolla d’erba, mantello erboso’ … per un inglese è di immediata comprensione, appartiene a un registro medio-basso che chiunque può capire; addirittura lo diciamo anche noi, il ‘turf’ per quanto riguarda l’ippica è dove corrono i cavalli. Fatica lo trasforma in un termine, non solo per noi completamente desueto, ma comico… Uno legge Tolkien e dice ‘Ah, belle queste casette coperte d’erba’; uno legge Fatica e si mette a ridere o non capisce. … In altri casi in cui in Tolkien c’è un termine elevato, Fatica lo traduce con una cosa assolutamente colloquiale…” [cerca l’esempio sul nostro blog e non lo trova]

Abbiamo capito, lo stiamo mettendo in ordine! Spoiler: prima o poi Paola arriva anche al suo secondo punto.

 

IL CORNO DI BOROMIR

27:53 – Emiliano via Whatsapp fa notare che Fatica nelle Due Torri ripete anche un errore presente in A/P, ovvero “elmo spaccato in due” invece di “corno spaccato in due”, in inglese horn cloven in two.

Paola: “Questo è un modus operandi a cui io e i Figli di Fëanor siamo giunti dopo un certo tempo; siamo partiti con la difesa di Alliata, e siamo arrivati a riconoscere – ma non lo avevamo mai negato – che Alliata ha i suoi problemi, e di concentrarci soltanto sul confronto fra Fatica e l’originale. Per cui, se Alliata commette lo stesso errore – fra l’altro, questo è sospetto in relazione al fenomeno che menzionavo prima, cioè alcune apparenti copiature di Alliata da parte di Fatica – il fatto che Fatica ripeta l’errore e che possa sembrare una giustificazione, ‘si è sbagliata anche Alliata’… no, a me non importa nulla: io sto confrontando Fatica con Tolkien. E’ Tolkien che mi interessa; è il fatto che si sbandieri che questo è il vero Tolkien, e che non lo sia, che a me fa arrabbiare; io voglio difendere Tolkien. Se poi ci sono casi particolari in cui mi viene qualche dubbio e lo vado a controllare sulla traduzione A/P, okay; però che anche lei, loro, chiunque fossero… mettano elmo al posto di corno non è rilevante dal punto di vista della nostra analisi.”

Emiliano chiedeva conferma dell’errore comune alle due traduzioni. Paola ha capito solo parzialmente la domanda, ma ha comunque espresso il nostro intento principale.

30:10 (Paola) “Uno, [Fatica] non ha capito il contesto: tutta la storia del corno, Boromir che suona il corno come sua ultima azione, il corno che si spezza come quello di Orlando nella Chanson de Roland… e poi arrivi lì e mi metti l’elmo? [Due,] non so se è perché ho in mente le immagini del film e non ricordo con precisione la descrizione dell’ultima battaglia di Boromir nel libro, ma l’elmo non ce l’aveva neanche, non in testa; forse poi glielo mettono nella barca funeraria, però non c’era nessun elmo lì in vista!” (Giuseppe) “Soprattutto, ad Alliata una cosa così poteva sfuggire all’epoca traducendo in quelle circostanze… con la macchina da scrivere, di notte, in poco tempo… invece Fatica lavora al computer, con tutto il tempo del mondo… come scritto all’inizio del libro: ‘Traduzione rivista con la collaborazione di Giampaolo Canzonieri, AIST’: quindi c’è stata anche una revisione che evidentemente è stata manchevole.” 

Alla ricerca dell’onestà intellettuale, facciamo notare che Alliata scriveva in condizioni disumane, ma così non si può dire della STI che ha eseguito una revisione parziale del SdA per Bompiani (2004). D’altra parte, loro stessi la definiscono “parziale”. A noi sembra ovvio che qualcosa sfugga in un’operazione così massiccia; la stessa giustificazione può essere applicata al lavoro di Fatica, se non fosse che questo è stato presentato come il meglio del meglio, rivisto dai migliori fra i migliori. Un po’ più di umiltà avrebbe prevenuto almeno una parte delle critiche.

 

PROBLEMI DELLA TRADUZIONE FATICA: 2 – LE INCOERENZE

33:40 – (Paola) “[Chiede] Calien: ‘Perché Casa Baggins, perché non Bag End?’ Perché Fatica non ha la minima coerenza nei nomi… si è vantato di aver fatto uso della Guida dei traduttori scritta da Tolkien stesso [la Nomenclature], in cui si dice, nel caso di numerosissimi nomi, che vanno localizzati, cioè adattati alla lingua di destinazione. Un ovvio esempio, che Tolkien cita esplicitamente, è TOOK. Pippin Took. Sia per Pippin che per Took, Tolkien chiede – nel nostro caso – di italianizzarlo. Alliata traduce Pipino Tuc; Fatica lascia Pippin Took. Che è il miglior amico e cugino di Meriadoc Brandaino. Allora, c’è qualcosa che non va.

Io capisco non cambiare Frodo Baggins. Non tanto per le scelte fatte all’epoca in cui Alliata traduceva per Astrolabio, ma perché dopo cinquant’anni Frodo Baggins è come Harry Potter. Ci sono paesi, credo in Germania o in altri paesi del Nord, in cui hanno tradotto [il nome] Harry Potter… Sirius Black l’hanno tradotto in Germania come Sirius Schwartz, Sirius il Nero, causando fra l’altro grossissime contraddizioni con quello che seguiva nei volumi successivi all’introduzione di Sirius, perché l’iniziale B aveva una certa importanza… Quindi sono contenta che rimanga Frodo Baggins. Sono contenta anche che abbia un amico che si chiama Pipino Tuc, perché suona, suona simile. Ha un altro amico che si chiama, vabbé, Samplicio – su questo si può disquisire a lungo – Gamgee; e poi ha un quarto amico, o parente, che si chiama Meriadoc Brandaino. E qui io crollo. Ed è tutto così.”

La storia di Sirius Schwartz è vera, ma dal terzo libro dell’edizione tedesca è tornato Sirius Black. Né la Germania né la maggior parte dei paesi nordici ha tradotto il nome “Harry Potter”, al massimo ha adattato la grafia. Paola è ancora traumatizzata dalle sue conferenze sulle traduzioni di JK Rowling in Italia. Sul resto condividiamo: “Baggins, Gamgee, Took e Brandaino” sembra uno di quei giochi enigmistici, “Trova l’intruso”.

“Sto arrivando al secondo capitolo delle Due Torri… eccolo qua, devo avere 18 finestre aperte sul computer perché ho la stampante rotta. Fatica ha tradotto tutti i nomi in cui c’è la parola Ent. L’Entalluvio è diventato… l’Entatorrente, che non è bruttissimo… da un certo punto delle Due Torri in poi comincia a tradurre ‘il Guado di Ent’… che traduce Entwade, adesso mi sfugge come l’abbia tradotto Alliata… [inoltre] ‘il Bosco di Ent’ – che poi cosa vuol dire ‘di Ent’? ‘Degli Ent’! Allora: hai fatto i composti, Entatorrente… e poi parli del Guado di Ent e del Bosco di Ent?”

Poco professionale? Provate voi a lavorare da casa quando non si può neppure chiamare il tecnico per riparare la stampante. Tanto per precisare, A/P sbaglia nel tradurre Entwade: si confonde e ripete Entalluvio. Rimandiamo la discussione a quando posteremo il commento testuale a I Cavalieri di Rohan.

 

PROBLEMI DELLA TRADUZIONE FATICA: 2/A – LE STRIZZATINE D’OCCHIO

40:55 – (Paola) “Sui nomi sono prudente perché molto spesso è un fatto personale, soggettivo, che un nome piaccia o meno, a meno che… non corrisponda all’originale; secondo me Brandaino è difficilmente difendibile, ma Samplicio… compare talmente poco durante il libro… ‘Magione’ sembra una frazione del paese dove abito adesso. Il che apre tutto un altro paio di maniche – non si dice così, ho fatto una metafora mista… Landumbria. A cosa vi fa pensare Landumbria?…

I Figli di Fëanor hanno commentato [‘una volta è un caso, due è una coincidenza, tre è un indizio’]… quando una cosa si verifica tre volte, uno si insospettisce. Il sospetto nostro è che ogni tanto Fatica abbia voglia di strizzare l’occhio al lettore con giochi di parole che capisce solo lui e quelli che vivono a Perugia… Le strizzatine d’occhio di Fatica fanno venire la pelle d’oca se sono volute; magari non sono volute, ma io non mi spiego perché nella Poesia dell’Anello c’è Aule con la maiuscola. A me sembra tanto un dare di gomito a tre lettori per dire ‘hehe, avete visto, io ho letto il Silmarillion, io lo so che Aulë ha creato i Nani’… Fatica ha ripetuto diverse volte che lui il SdA non l’aveva letto; aveva letto il Silmarillion… Lo Hobbit  e Albero e Foglia. Cosa capisci di tutto questo se non hai letto il SdA?…

Passiamo a Landumbria… l’originale è Dunland. [Fatica] giustifica abbastanza correttamente… anzi, è Tolkien stesso che lo spiega nella Guida per i Traduttori – per cui ‘dun’ in questa accezione significa scuro (può anche voler dire collina, questo è tutto un altro paio di maniche terrificante)… Scuro + terra, per cui quella che Alliata aveva tradotto – non l’ha tradotta, l’ha lasciata Dunland – lui ha tradotto Landumbria. E qui di nuovo mi scatta il senso di ragno che sia una gomitata agli amici perugini… Magari mi sbaglio, io VOGLIO sbagliarmi…

[La terza occorrenza è] Petrarchi = Stonebows… un ponte sul Brandivino nominato una sola volta in tutto il libro [il SdA], forse in tutto il Legendarium, che Alliata aveva tradotto Archinpietra [Arcoinpietra]… mi sembra tanto un’altra strizzatina d’occhio del tipo ‘hehe, avete visto, ci ho messo dentro Petrarca, io ne so tante di cose, io conosco Petrarca’.

Capito? Io vorrei sbagliarmi… Alcuni ci passano sopra. Nell’intervento di Modena [Fatica] dice che se un ragazzino – un ragazzino, notare, non una persona che a qualunque età possa essere appassionato da Tolkien; lui già si vede il ragazzino – che si mette a leggere, ah, si fa prendere dalla storia, e la storia è forte e passa sopra a certe cose che magari non capisce. No: il ragazzino arriva a Petrarchi e gli viene un conato di vomito, perché l’hanno costretto a studiarlo per 7 anni, 8 anni, e non ne può più… Amo Petrarca, ma so l’effetto che fa l’insegnamento forzato. Invece lui ha voluto metterci il nome elegante.

Faccio un ultimissimo esempio scoperto oggi con il confronto del [secondo] capitolo in anteprima delle Due Torri… si parla di un ruscelletto e c’è la parola ‘tinkling’… tradotto SPISCIOLARE… il verbo ‘to tinkle’ ha vari significati: il primo è ‘tintinnare’…se parli di un ruscello ti riferisci al suono argentino dell’acqua. Il fatto è che ‘tinkling’ ha anche un significato eufemistico, colloquiale, un po’ volgarotto… ‘fare pipì’. Questo è il quarto esempio di strizzatina d’occhio di Fatica che dice ‘hehe, io conosco il gergo, hehe, io so come parlate voi gggiòvani, e quindi traduco con spisciolare perché sicuramente Tolkien voleva fare riferimento alla pipì!’ … I Figli di Fëanor in tutta la loro furia hanno commentato ‘enormemente offensivo’… non puoi pretendere che Tolkien abbia inteso far riferimento alla pipì per descrivere un ruscello. E’ offensivo. E’ volgare. Fa schifo. … non è neanche [un registro] alto, è medio: la frase è ‘they could hear it tinkling away’, cioè ‘potevano sentirlo tintinnare, potevano sentirne il suono argentino’; a volte si usa anche la parola ‘riso, ridere’ di torrenti che fanno quel rumore. E Fatica usa ‘spisciolare’. Io mi ero ripromessa di non fare la Figlia di Fëanor e non usare insulti, ma questo fa veramente SCHIFO.”

Fra la probabile stanchezza, i problemi tecnici, la gatta che all’alba delle 22 vorrebbe anche mangiare e il presente blog ancora difficilmente consultabile, qui Paola è davvero un tantino incasinata e comincia ad andare sul malignetto. Su Stock/Magione rimandiamo i commenti perché non lo troviamo nella Nomenclature. La rivelazione di “spisciolare”, poi, causa uno scompiglio incontrollabile perfino tra i moderatori. Ma non smetteremo mai di difendere la sua e nostra opinione su Aule, Landumbria, Petrarchi e adesso anche “spisciolare”. (Con tutto il rispetto per Petrarca e i perugini che si trovano tirati in ballo a sproposito.)

51:40 – Giuseppe e in seguito Simone (64:10) segnalano che “spisciolare” è un regionalismo di registro basso, che indica un rubinetto che perde o un panno che stinge in lavatrice.

52:10 – Seguono varie considerazioni, soprattutto sul problema del ritiro delle copie di A/P, di cui non parliamo in questa sede. Giuseppe poi legge la poesia di Galadriel in traduzione Fatica e un passo discutibile di Celeborn, per poi segnalare che Galadriel pare non conoscere la consecutio temporum. (Paola: “Se anche si è letto il Silmarillion, non ha capito chi è Galadriel”.) Di tutto questo parleremo nel commento testuale ad Addio a Lórien.

62:10 – (Paola) “I Figli di Fëanor nel loro ultimo post hanno questo commento all’anteprima delle Due Torri e una serie di frasi di Aragorn: ‘Dev’essere nei guai’ (riferito a Boromir); ‘Mai visti prima questi simboli’ (riferito ai segni sugli elmi degli Orchi). Questo è Gimli: ‘Non ci vuol molto a capirlo’ (riferito ad Aragorn, come per dire: oh, cretino, perché non capisci?) Sempre Aragorn: ‘Non era mica facile lasciare indietro Sam’ (chiaramente origini milanesi oltre che numenoreane); ‘Mi sa che Sam aveva ragione’; e poi conclude Legolas in gloria, dicendo: ‘Sembra che se la godano’. Questi sono i registri di personaggi del calibro di Aragorn e Legolas… Per Gimli si può ammettere qualche colloquialismo, ma Aragorn e Legolas? E non parliamo di Gandalf.”

Questi commenti di Paola, come i successivi su Eärendil, hanno avuto un interessante strascico su FB, essendo stati presi particolarmente di mira (NON Paola, ma gli esempi) nel thread sopra linkato sulla pagina FB dell’AIST. Abbiamo risposto noi Figli, ottenendo come risultato belle conversazioni pacate e istruttive, ma anche confronti impossibili con persone che hanno distorto dalla prima all’ultima le nostre parole, anche dopo che abbiamo interrotto l’inutile scambio.

 

MISTERI SU AMAZON

68:20 – Sara aggiunge dettagli alla questione del ritiro delle copie di A/P. Giuseppe (70:51) segnala il caso strano per cui le “Due Torri” di Fatica, non ancora uscite, hanno ricevuto su Amazon e altri siti centinaia di recensioni eccezionali (“scorrevolezza del testo”!), risalenti ad anni fa; la risposta è che Amazon ha “compattato” le recensioni della traduzione A/P, con tanto di citazioni e foto delle edizioni vecchie. Altri più esperti di noi stanno indagando.

 

TRADUTTOLOGIA

80:00 – Interviene Davide Gorga (vedi sito qui a fianco), studioso e scrittore prolifico e combattivo appassionato di Tolkien, che presenta un’ottima analisi della traduzione Fatica basandosi sulla traduttologia e le teorie di Hilaire Belloc. La tecnologia non ci è stata amica, ma sul suo sito trovate un saggio dettagliato sull’argomento.

 

EÄRENDIL

116:00 – Giuseppe legge la Canzone di Eärendil in traduzione Fatica, con prevedibile effetto devastante su Paola. “I Figli di Feanor sono sul pezzo: hanno fatto un post, un po’ vecchiotto… abbiamo confrontato due parti soltanto di Eärendil, perché oggettivamente sono sbagliate in A/P. E’ una delle poesie purtroppo tradotte peggio [da Alliata], probabilmente perché le mancava la conoscenza del Silmarillion: non aveva la minima idea di cosa fosse il Calacirian, dove fossero Arvernien o Nimbrethil… Fatica dice ‘il marinaro Eärendil’: era il capitano e l’armatore della nave, per cui ridotto a marinaro mi pare un po’ così. ‘In Arvernien a oziare’, fra l’altro, a girare i pollici… un ragazzo padre, orfano, con una missione da compiere, era lì a oziare? ‘Costruì una barca a Nimbrethil / per poi prendere il mare’: Arvernien e Nimbrethil sono due posti diversi. Lui è ad Arvernien, si fa mandare il legname da Nimbrethil per costruire la barca; altrimenti sembra che sia in due posti contemporaneamente. Fra l’altro da quelle parti c’era Cirdan, per cui è probabile che avesse avuto anche il suo aiuto.”

Nimbrethil E’ un bosco in Arvernien. L’ira di Paola si abbatte su Fatica non del tutto a ragione; è un residuo di una sua critica ad A/P (prima che si sentisse parlare della nuova traduzione) relativa ai versi “costruì una barca di legno / per recarsi sino a Nimbrethil”, che sono un esempio di fraintendimento del testo dovuto alla mancanza di conoscenza del Silmarillion e del Beleriand. Resta il fatto che il legname di Nimbrethil scompare nella traduzione troppo striminzita di Fatica.

118:00(Paola) “La storia del Calacirian… A/P lo sbaglia, in questo caso l’ha capita lievemente meglio Fatica. In compenso [Fatica] distrugge le successive strofe [versi], perché ‘in sedi intemporali’… non si può sentire.” [Saltiamo una parte di trasmissione, ci torneremo.] 127:50 – “Stiamo difendendo una delle nostre poesie preferite, che, letta comunque la si legga, in alcuni passi non si capisce… in traduzione Fatica. Non è bella neanche in traduzione A/P… ma da colui che si vanta di aver restituito il vero Tolkien, scorrevole e con tutti i registri al loro posto, io mi aspetto un Eärendil leggibile…

Eärendil si trova davanti a ‘the Elder King’ che non è ‘il Vecchio Re’, è Manwë, signore dei Valar, immortale e, non dico sempre giovane, ma senza età; il Vecchio Re è Théoden prima della trasformazione, prima dell’esorcismo!

Eärendil viene a sapere ‘words unheard’, parole mai sentite, che, e questa è una nostra personale interpretazione, potrebbero riferirsi a concetti profondissimi dell’opera di Tolkien, quali il fato ultimo, l’immortalità degli Elfi e degli Uomini, come descritto nella ‘Athrabeth Finrod ah Andreth’ che si trova nella History, o… la Seconda Profezia di Mandos che prevede la Fine del Mondo. Ora, questo concetto Tolkien lo dice in 4 righe, chiarissime; le ultime due: ‘Beyond the World’, al di là del Mondo, ‘were visions showed’, furono mostrate visioni, ‘forbid to those’, proibite a coloro, ‘that dwell therein’. Tradotto da Fatica: ‘visioni ultramondane’ – vabbè, può piacere o non piacere – ‘a chi vive lì proibite’. Lì dove? L’ultimo luogo menzionato è Ilmarin, a Valinor. ‘Therein’ significa ‘laggiù’, cioè… nella Terra dei Mortali. In questo caso Alliata traduce meglio, perché dice: ‘Del Mondo gli mostraron visioni / proibite ai comuni mortali’. Questa è la nostra obiezione: chi legge la traduzione Fatica… non capisce di cosa si sta parlando, non capisce cosa c’è sotto; ci sono sotto i concetti più profondi dell’opera di Tolkien. Se uno dice di aver letto il Silmarillion, di conoscere gli Inklings – per cui un minimo della filosofia che li animava – e poi non capisce cosa c’è scritto in questi 4 versi, non sa cosa vuol dire ‘therein’ – siamo senza parole.”

In una delle conversazioni civili su FB abbiamo commentato che anche A/P in questo passo è migliorabile. Seguiteci: Eärendil si trova a Valimar, dove dimorano i Valar, beyond the World. Quindi l’ultimo luogo nominato è in realtà il Mondo, ed è a esso che si riferisce therein. Il Mondo è tutta Arda, anche Valinor; tranne Valimar. A Valinor dimorano anche gli Elfi Vanyar, che non ruppero mai le relazioni amichevoli con i Valar, ma che non sono addentro alle visions; e non sono mortali. Quindi ‘proibite ai comuni Mortali’ andrebbe sostituito con ‘proibite a chi non è un Vala’, che ovviamente fa ridere, ma è letterale. Siamo stati “sfidati” a trovare una soluzione alternativa; non sappiamo se ne siamo in grado, ma aggiungeremo queste considerazioni al nostro post su Eärendil.

 

NOI PROFESSIONISTI

[Torniamo alla parte saltata.]

118:45 – Nel frattempo arrivano commenti sulla scarsa professionalità della lettura in radio delle poesie, dei tempi morti etc, e Simone si “inalbera”. Giuseppe: “Il commento di un professionista è stato già fatto, si chiama Giacomo D’Alessandro, è un musicista che suona insieme a Giuseppe Festa e i Lingalad… ha detto che le poesie di Fatica sono impossibili da mettere in musica, e che la traduzione di Fatica non è una traduzione musicale.” Nel frattempo noi commentiamo per iscritto in radio sull’incomprensibilità della traduzione Fatica, ma per un equivoco prendiamo come rivolto a noi il commento scritto “vi siete offesi”… da qui la confusione di Paola che dice “Ma è tutto calmo, qui…” L’ora è tarda e il cervello rallenta. Poi ci siamo chiariti.

 

LE COPERTINE DELLA NASA

139:00 – (Giuseppe) “Bompiani ha preso almeno due foto, forse anche tre per Il Ritorno del Re, dal repertorio della NASA, completamente a gratis…” (Paola) “Ho contattato un amico che ha legami con la NASA per sapere le questioni di copyright. Non mi ha ancora risposto, però io ho lanciato il sasso.”

 

BESTEMMIE, REFUSI INESISTENTI E ORATORI  INESPERTI

139:50 – A proposito di nuove traduzioni in altri paesi. (Simone) “In Brasile o in altri paesi non si sentono le interviste del traduttore in cui dice che per tradurre Tolkien ha dovuto bestemmiare o imprecare.” (Giuseppe) “Sì, ha fatto a pugni col libro…” (Riferimento all’intervista di Fatica a Repubblica.) 142:00 (Paola): “Un terzo [ormai quarto] problema di Fatica è FATICA STESSO. Si cerca di non giudicare a priori, purtroppo è stato anche oggetto di attacchi prima ancora dell’uscita… tutti quanti sono andati un pochino sopra le righe, quasi tutti. Cerchiamo di dargli tutto il beneficio del dubbio possibile. Però, ammettiamolo, è dura.

Prima abbiamo menzionato i 2 problemi tecnici: le contraddizioni nella traduzione dei nomi e l’alternanza dei registri a sproposito. [2/A: le strizzatine d’occhio.] Ce n’è un terzo che è il suo atteggiamento nei confronti del pubblico, degli avversari, dell’eventuale intervistatore; poco fa menzionavate l’intervista a Repubblica in cui usa iperboli come ‘ho bestemmiato, ho fatto a pugni’. Ricordiamo che una delle sue prime dichiarazioni pubbliche al Salone del Libro di Torino nel 2018 – esiste il video su FB – è stata l’occasione in cui ha pronunciato la famosa frase, riferendosi alla traduzione Alliata, ‘500 errori a pagina per 1500 pagine’… Chiaramente a quel punto l’hanno mazzuolato. Dopo ha detto: ‘Eh, ma io ho parlato per iperbole, era un’esagerazione’. Sì, però, una persona con un ruolo come il suo, in quella posizione, con quel pubblico, in quella sede – il Salone del Libro di Torino! – dovrebbe stare un pelino attento a quel che dice.

Ora, all’inizio ho accennato al fatto che sto trascrivendo l’intervento di Fatica a Modena, e che è una bella impresa. Però si scoprono cose interessanti, tipo che lui accusa Alliata di un refuso: Sam TEMEVA gli occhi sugli spalti, secondo Fatica dovrebbe essere TENEVA. Nell’originale è: SAM FEARED THE WATCHFUL EYES. Quindi è giusto TEMEVA. Questa cosa non viene mai citata, ovviamente, quando vengono fatti i resoconti dell’intervento di Modena…

A parte gli aspetti fattuali come questi, il problema è l’atteggiamento di Fatica, che parla come se discutesse di calcio in pizzeria. Vi leggo una frase che ho trascritto letteralmente, perché facevo meno fatica – haha, fatica – a trascriverla letteralmente che a cercare di interpretare cosa diceva… sta parlando della difficoltà del linguaggio di Tolkien, che quindi ovviamente presuppone che anche lui traduca in un linguaggio difficile:

Poi il testo è talmente forte, la vis narrativa è tale che un ragazzino salta magari un passaggio che non ha capito e corre appresso a Sam, cioè gli piace una cosa, c’ha ragione perché la cosa è forte, la storia c’ha una sua – io sono innamorato di Sam perché – credo di essere un buon lettore perché appunto son trent’anni che faccio il consulente sui libri, e all’inizio del libro, dopo che nei primi momenti sembra un po’ stupido, loro quando son partiti si fermano per dormire la prima volta, e lui si acciambella come un cane ai piedi di Frodo; questo è bellissimo, è l’eroe del libro!

Ecco: io ve l’ho letta scandendo, immaginatela… pronunciata in circa 1 secondo e mezzo.”

Abbiamo carissime amiche che parlano da cani, con la R arrotata e risatine isteriche e stridenti, che declamano in pubblico come se discutessero di Formula 1 al pub e non ce la fanno a finire un pensiero, soprattutto quando è la prima volta che parlano in radio. Volevamo farlo pesare a lei (stavamo per scrivere FARGLIELO, ma è grammaticamente scorretto; d’altra parte Fatica traduce how he would break it to them / come dargli la notizia, capitolo “Three is Company”; perché non “dar loro la notizia”?), se non fosse che tali carissime amiche non pretendono di formulare il giudizio ultimo e assoluto su Tolkien e la traduzione A/P in pubblico, in sedi illustri, con alle spalle (e al fianco, fisicamente) una delle maggiori associazioni tolkieniane in Italia, in un momento di grande divisione fra studiosi, fondandosi su una solida reputazione di traduttore e dopo una serie di interventi simili.

Anzi, esattamente uguali, ma riparleremo anche di questo. Per ora lasciamo qui un appunto: dato che Fatica confonde sistematicamente Dunharrow e Harrowdale – e nessuno lo corregge mai, né in sede di conferenza né di resoconto – lo aspettiamo al varco con Dunharrow. La sua spiegazione per Harrowdale = Valfano si basa sulla Nomenclature e ha senso, indipendentemente dal gusto personale; con Dunharrow ci aspettiamo Collefano per coerenza. (Colfano è problematico, dove si mette l’accento?)

146:25 – (Paola) “Quest’uomo, non è colpa sua, probabilmente, l’hanno tirato fuori e l’hanno sbattuto in primo piano. Ha problemi a parlare in pubblico, e ha un effetto che io definisco ABRASIVO – non è un’offesa, è una definizione, un aspetto della personalità,  non è negativo… ma da parte di uno nella sua posizione, questo essere abrasivo è terribilmente negativo, sia perché non si spiega quando parla, sia perché se ne esce con certe cose che poi fanno arrabbiare la gente, e allora ah, ecco, voi, perché siete tutti fascisti! E questa non è un’esagerazione: solo ieri c’era un commento – non voglio arrivare a mezzanotte meno un quarto parlando di ideologia, la butto lì – solo ieri c’era un commento a un post critico della traduzione Alliata [quello già linkato], a cui noi abbiamo risposto con il link alla trasmissione di stasera, e qualcuno ha scritto:

‘Qui si afferma quello che penso anch’io, la vecchoa tradizione (sic) è inferiore, e chi la difende, o è animato da verve politica (punto esclamativo) o sta solo difendendo l’amore dell’infanzia.’

Cioè, da una parte abbiamo Fatica, dall’altra abbiamo gente che ragiona così: è dura!” 148:35 – (Giuseppe) “Questo era solo un fruitore di una pagina, non so se vuoi leggere anche ciò che è stato scritto da persone che si ergono a chiarificatrici della situazione.” (Paola) “Ma secondo me è quasi peggio, perché all’alba del 18 aprile 2020 c’è gente che dice in assoluto che la traduzione Alliata fa schifo, e che quelli a cui piace, o sono di destra o sono affezionati all’amore dell’infanzia. A me fa impressione che sia gente NORMALE, non quelli che magari hanno un secondo fine intellettuale.”  

 

LA CENSURA E I GIACOBINI

149:30 – Commenti sulla cancellazione di annunci relativi alla trasmissione sul thread di AIST. Paola si confonde con un post su Fantasy Books Italia intitolato Il Verdetto in cui si confrontano alcune soluzioni di Fatica e A/P e se ne deduce, senza un confronto fra Fatica e l’originale inglese, che Fatica è assolutamente superiore. 151:40 – (Giuseppe) “Non capisco perché debba esistere un ‘verdetto’. L’abbiamo detto tremila volte sulla nostra radio, con molti traduttori, che una traduzione è altamente soggettiva, per cui non può esserci un verdetto; capiamo bene perché era il commento di un semplice appassionato, perché non sapeva che non si possono esprimere verdetti su una traduzione… Non è che qui esprimiamo verdetti, si esprimono critiche… il più possibile sensate, non dico oggettive ma comprensibili e condivisibili.”

152:50 – (Paola) “E questo è il motivo per cui noi siamo arrivati al punto di CONFRONTARE l’originale con Fatica, non Fatica con Alliata; perché in fondo, a un sacco di gente può benissimo piacere la traduzione Fatica per le ragioni loro, così come a un sacco di gente piace quella di Alliata; tutte e due hanno i loro difetti e i loro pregi. Soltanto che la traduzione Fatica, e questo è un altro grosso problema della situazione, ci è stata presentata come l’utima parola su Tolkien. Finalmente. Una nuova alba. … C’è un sito sostenitore di Fatica che per un certo periodo ha concluso post di questo genere, trionfalistici, ah finalmente usciamo dall’ombra, ah dopo cinquant’anni di palude, ah… con una frase in Elfico…” (Simone) “Il Giorno risorgerà.” (Paola) “Aurë Entuluva… sinceramente noi abbiamo commentato: ma proprio devono andare a scomodare la Nirnaeth Arnoediad per questa situazione?”

154:25 – (Giuseppe) “Ancora peggio è quando sia l’AIST che Wu Ming hanno pubblicato un articolo dal titolo ‘Ancora uno sforzo se volete essere tolkieniani‘… una citazione presa dai giacobini francesi della Rivoluzione Francese che erano quelli che tagliavano le teste alla gente, e qui mi fermo.” (Paola) “Sono successe tante cose belle dopo la Rivoluzione Francese, ma il come sono avvenute è molto molto discutibile.” (Giuseppe) “Questa frase rimanda all’eliminazione dell’avversario… ci hanno paragonati agli Orchi che attaccano il Fosso di Helm, dicendo: resistiamo, facciamoci forza, che tanto tra qualche tempo, tra qualche anno, l’unica traduzione in circolazione sarà quella di Ottavio Fatica, e quindi tutti questi che parlano saranno completamente dimenticati, sono inutili… sono persone che stanno parlando contro il vento; ma io a questo punto voglio citare un film con Sean Connery, ‘Il vento e il leone’, di cui non ricordo niente se non la conclusione: quando Sean Connery, sconfitto, dice: ma io se non altro ho urlato contro il vento, come un leone. Ecco: se anche noi fossimo sconfitti, anche se l’unica traduzione in circolazione sarà quella di Fatica, anche se Alliata dovesse venir dimenticata, anche se alla fine avranno ragione gli amici giacobini e avranno eliminato i loro avversari, noi potremo dire: noi siamo stati i leoni, noi abbiamo fatto come i 300 spartani che hanno retto le Termopili per un giorno ancora, per consentire ai greci di combattere. Un giorno ancora. Poi magari le migliaia e migliaia di persiani ci saranno sopra e ci sconfiggeranno; ma come dice Aragorn nel film, non è questo il giorno. Quest’oggi combattiamo. Per tutto ciò che riteniamo caro su questa terra, noi resisteremo; e vi invito, tutti voi tolkieniani, a resistere insieme a noi.”

Il giudizio della Storia sul Marchese de Sade e le sue opinioni è stato siglato da una cantante nigeriana degli Anni 80, per cui ormai e per sempre il suo nome viene letto come Shadey. E parte in automatico Your Love is King. Amen.

 

LEGGERE IN INGLESE

157:50 – (Simone) “E soprattutto al difendere il VOLERE DI TOLKIEN in una traduzione, che non è quello di Fatica.” (Paola) “Esatto… Sara dice una cosa importantissima, che è di LEGGERE TOLKIEN IN LINGUA ORIGINALE. Ne abbiamo già chiacchierato su FB: può essere dura per chi non sa benissimo l’inglese, ci vuole il dizionario, mi raccomando non la matita per sottolineare il libro, casomai un fogliettino a parte; ma è la cosa migliore. L’ideale sarebbe un’edizione con testo a fronte. Ragazzi, noi facciamo le edizioni con testo a fronte dei classici latini, di Cesare, di Goethe, di un sacco di classici anche relativamente moderni; perché non di Tolkien?” 

 

2 pensieri riguardo “Fonti primarie 5: Paola Cartoceti alla Voce di Arda, 17/4/20

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