Commento testuale: La pietà di Bilbo

Originale

   ‘O Gandalf, best of friends, what am I to do? For now I am really afraid. What am I to do? What a pity that Bilbo did not stab that vile creature, when he had a chance!’
   ‘Pity? It was Pity that stayed his hand. Pity, and Mercy: not to strike without need. And he has been well rewarded, Frodo. Be sure that he took so little hurt from the evil, and escaped in the end, because he began his ownership of the Ring so. With Pity.’
   (…) ‘He deserves death.’
   ‘Deserves it! I daresay he does. Many that live deserve death. And some that die deserve life. Can you give it to them? Then do not be too eager to deal out death in judgement. For even the very wise cannot see all ends.’

Traduzione Alliata/Principe

   «O Gandalf, il più caro e sincero tra i miei amici, che devo fare? Che peccato che Bilbo non abbia trafitto con la sua spada quella vile e ignobile creatura quando ne ebbe l’occasione».
   «Peccato? Ma fu la Pietà a fermargli la mano. Pietà e Misericordia: egli non volle colpire senza necessità. E fu ben ricompensato di questo suo gesto, Frodo. Stai pur certo che se è stato grandemente risparmiato dal male, riuscendo infine a scappare ed a trarsi in salvo, è proprio perché all’inizio del suo possesso dell’Anello vi era stato un atto di Pietà».
   (…) «Merita la morte».
  «Se la merita! E come! Molti tra i vivi meritano la morte. E parecchi che sono morti avrebbero meritato la vita. Sei forse tu in grado di dargliela? E allora non essere troppo generoso nel distribuire la morte nei tuoi giudizi: sappi che nemmeno i più saggi possono vedere tutte le conseguenze».

Traduzione Fatica

   “O Gandalf, il migliore degli amici, che cosa devo fare? Adesso come adesso sono terrorizzato. Che cosa devo fare? Ma per pietà, perché Bilbo non ha trafitto quell’ignobile creatura quando ne ha avuto l’occasione?”
   “Pietà? È stata la Pietà a fermargli la mano. La Pietà e la Misericordia: non colpire senza necessità. E ne è stato ben ricompensato, Frodo. Sta’ pur certo che se il male lo ha appena
scalfito e lui è riuscito infine a sottrarvisi, è perché è giunto a possedere l’Anello così. Con la Pietà.”
(…)Merita di morire.”
   “Lo merita eccome! Molti tra i vivi meritano di morire. E alcuni tra i morti meriterebbero di vivere. Tu puoi ridargli la vita? E allora non affrettarti a emettere sentenze capitali. Neppure i più saggi riescono a vedere tutti i risvolti.”

Questo passo famosissimo e importantissimo contiene quasi il meglio e il peggio delle traduzioni A/P e F. Quasi, perché F qui non commette errori da scuola media (citati in commenti precedenti), ma non è esente da gravi incomprensioni; come d’altra parte A/P.

O Gandalf… La prima frase da noi presa in considerazione contiene una delle tanto vituperate endiadi di A/P: best = “caro e sincero”. Tuttavia le due parole non sono sinonimi: Gandalf è caro a Frodo – e viceversa – e data la conversazione a cuore aperto che stanno conducendo (siamo nel II capitolo della Compagnia, “L’Ombra del Passato”) anche “sincero” ci sta. Non è letterale, non vogliamo difendere per forza A/P, ma ci pare che qui l’italiano scorra. Quel best of friends usato come vocativo è un giro di parole inglese difficile da tradurre. F è letterale ma ci sembra un poco brutale. Forse sarebbe stato meglio per tutti e due usare “O Gandalf, o migliore degli amici”? Non sappiamo. Alla pari.

What am I to do? Qui A/P incorre probabilmente nel classico “errore del copista”, così chiamato perché, ai tempi in cui i monaci amanuensi copiavano manoscritti in condizioni di stanchezza, fretta e scarsa luce, l’occhio poteva saltare a parole uguali a quelle che stavano copiando, e ciò che c’era in mezzo veniva scordato. In questo caso la frase importante For now I am really afraid. Strano che l’assenza non sia stata notata nelle varie revisioni. F la mette, anche se now = “adesso come adesso”, fra l’altro in una frase che comincia con For e quindi di registro alto, è una caduta di tono. Ma almeno la frase c’è. Meglio F, di misura.

What a pity = “che peccato” anche in inglese moderno, ma pity è anche “pietà”. Né A/P né F riescono a rendere il gioco di parole fra Gandalf e Frodo.

A/P mantiene il “che peccato”, e la consequenzialità nella risposta di Gandalf non è chiarissima. Forse la frase avrebbe potuto essere svolta: “Peccato? No, non fu un peccato. Fu la pietà…” D’altronde è uno dei nostri passi preferiti e non abbiamo mai trovato un inciampo in quel punto.

F tenta lodevolmente di mantenere il “pietà” usandolo come esclamazione da parte di Frodo. Ma… c’è quel “Ma” che stacca troppo dalle parole precedenti. “Che cosa devo fare? Ma per pietà…” ci sembra scorrere con difficoltà: sembra che a Frodo sia venuto in mente qualcos’altro. Sarebbe stato forse meglio “Per pietà” e basta. Alla pari.

“Pity?…” Entrambe le traduzioni di questo passo fondamentale sono scorrevoli. Quella di F è più asciutta, ma volta misteriosamente al passato prossimo anziché remoto come l’originale e A/P. Il passato remoto, oltre alla brevità, conferisce spesso un sapore più epico. Inoltre il frequente stilema fatichiano del troncamento (“Sta’ pur certo”) stona quando a parlare è Gandalf.

Infine c’è un errore di interpretazione in F: he began his ownership of the Ring so tradotto con “perché è giunto a possedere l’Anello così” invece di “perché all’inizio del suo possesso dell’Anello vi era stato un atto di Pietà” (A/P). Bilbo non ha ottenuto l’Anello TRAMITE un atto di pietà: lo avrebbe ottenuto comunque anche se avesse ucciso Gollum. Il senso dell’originale è: Bilbo ha ottenuto l’Anello, e intanto ha compiuto un atto di pietà invece che di crudeltà. La pietà non è il mezzo, è lo stato mentale di Bilbo in quel momento, che gli permette di non diventare come Gollum. Meglio A/P.

[Approfittiamo di questo passo per smontare temporaneamente (in attesa di ulteriori dati) le teorie di complotto per cui la traduzione F sarebbe tesa a volgere il SdA in politically correct, senza imbarazzanti riferimenti religiosi. Pietà e Misericordia, per non dire la Provvidenza sottesa alle azioni di Bilbo, sono concetti cristiani (I actually intended it [TLotR] to be consonant with Christian thought and belief, Lettera 269 a Auden, e più specificamente The Lord of the Rings is of course a fundamentally religious and Catholic work; unconsciously so at first, but consciously in the revision, Lettera 142), e F li mantiene, lasciando perfino la maiuscola. L’epica ci perde per le ragioni già menzionate, ma la religiosità è per ora intatta. Diamo a Cesare…]

Deserves it!… A/P ha un’ambiguità in quel “Se”, F è più chiaro. Il periodo è scorrevole in entrambe le versioni, anche se F usa qualche termine un poco moderno (“risvolti”). Alla pari.

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