Storia di un orsacchiotto di peluche (parte prima)

– Dedicato a Bro e Bombarda –

I fautori di Fatica rimangono sbalorditi quando quelli che non lo amano usano sarcasmo e autentici insulti. Per il sarcasmo ci siamo dentro anche noi; gli insulti li condanniamo, ma la rabbia è tanta.

Come mai? diranno subito i nostri piccoli lettori. Sarà per il cumulo di vetriolo accumulato su di noi da Fatica, lui stesso INSPIEGABILMENTE sbalordito dall’ostilità: fan da curva sud… fan tolkieniano iperfazioso, che difende il suo vecchio orsacchiotto di peluche… Si veda qui sopra alla voce “Premesse errate”. Ma soprattutto, sarà forse che con queste parole ha ferito a sangue i ricordi di migliaia, senza conoscerci, senza sapere cosa rappresentava per noi la traduzione Alliata, in un tempo in cui né noi né la traduzione avevamo alcuna colpa?

Adesso vi raccontiamo la storia di un orsacchiotto di peluche che non abbiamo avuto il coraggio di leggere in traduzione Fatica: la Canzone di Boromir, interpretata magistralmente nell’album The Starlit Jewel, con musica di Marion Zimmer Bradley. Ormai è dura trovarlo, ma su YouTube ci sono quasi tutti i brani, magari con sottotitoli in turco:

E’ la storia di un’amica che non vediamo da troppo tempo, di un cognato e nipote virtuali che ci mancano da morire. Di un amico che se n’è andato lasciando un vuoto enorme soprattutto per lei. Delle prime al cinema, con lei in costume da Boromir e noi in costume da… vergognarsi. Dei viaggi in macchina urlando la canzone a squarciagola. Delle recitazioni ad alta voce per far ridere gli amici con la nostra R arrotata: OH BOROMIR, LA TORRE DI GUARDIA SEMPRE A NORD RIVOLTA SARA’ / VERSO RAUROS, LE RAPIDE D’ORO, FINO ALL’ULTIMO DI’ CHE VERRA’. Scusate, ma se non c’eravate vi manca un’esperienza.

Una mezza vita. Uno dei pochi ricordi che quasi non ci portano dolore, semmai dolce malinconia e amore. Una delle poche parti del nostro passato che non abbiamo rovinato con la nostra stupidità e testardaggine.

MA CHE CAXXO DI ORSACCHIOTTO DI PELUCHE???

E basta con ‘sti 15 anni!

Va bene, Alliata era una teenager quando ha tradotto il SdA. FORSE lo abbiamo capito. Fa parte della storia italiana di Tolkien; lo racconta lei stessa; e in questi tempi illuminati da un nuovo Sole lo menzionano TUTTI, in genere per screditare la sua traduzione e tutti noi che la amiamo, scimmiottando in tal modo Fatica che accusa perfino un 33enne Cesare Pavese di essere troppo giovane.

L’intervento di Alliata in radio è stato ascoltato e giudicato da molti, legittimamente; un po’ meno legittimi i commenti “Io non c’ero ma.” Vogliamo stendere un resoconto. Per fortuna abbiamo anche una vita, quindi non possiamo farlo subito, ma intanto cominciamo a toglierci qualche sassolino, perché abbiamo quasi mandato a quel paese Mamma che ha avuto la sfortuna di rivolgerci la parola mentre leggevamo l’ennesimo riferimento ai 15 anni. E non si manda impunemente a quel paese Nerdanel. Per un po’ riusciremo a scrivere solo stando in piedi.

L’edizione Astrolabio è del 1967. Alliata aveva 17 anni. NON E’ QUESTO IL PUNTO. Avrebbe potuto avere 40 anni e l’esperienza di un Umberto Eco, e IL RISULTATO SAREBBE STATO ESATTAMENTE LO STESSO. Perché le condizioni di lavoro del 1967 erano:

  • Niente computer, solo macchine da scrivere, tempistica ridottissima (marzo/aprile – circa ottobre 1967, da Tolkien e l’Italia di O. Cilli, pp. 127, 139).
  • Niente internet. Detto tutto.
  • NIENTE SILMARILLION.
  • Nessun gruppo di studiosi e traduttori tolkieniani a cui appoggiarsi.
  • C’era ancora Tolkien! La corrispondenza fra lui e Alliata è scomparsa, e su questo ci sono più teorie di complotto che sull’assassinio di JFK. Ognuno può dire la sua finché il carteggio non ricompare. Però se anche si fossero sentiti per telefono ogni giorno, è fisicamente impossibile che Alliata potesse chiedergli spiegazioni su qualsiasi dubbio. Anche perché certe cose potevano sembrare chiare: in “As through the Calacirian” (Canzone di Eärendil) bisogna conoscere il Silmarillion per sapere che as in questo caso significa mentre e non come. Quest’ultimo errore, Alliata L’HA RICONOSCIUTO IN RADIO. Alla faccia delle pretese di infallibilità di cui viene accusata!

Quindi per favore, il prossimo che nomina i 15 anni indirizzatelo qui che ci pensiamo noi. Per ora può bastare. Andiamo a mettere un po’ di ghiaccio sul retrotreno giustamente percosso da Mamma.

Aurë entuluva!

L’Eärendil Dimezzato

Venerdì mattina la nostra Paola Cartoceti era più ansiosa del solito, e quindi, come farebbe chiunque, per calmare i nervi si è messa a ritradurre la Canzone di Eärendil senza guardare Alliata/Bompiani, anche per capire meglio cosa avesse combinato Fatica e aggiungere dati alla sua già biblica conferenza/saggio su Eärendil. La scoperta clamorosa è stata che – per usare ancora una volta i conteggi che Fatica tanto ama – Fatica salta una media di 10 parole o descrizioni per stanza, a tutti gli effetti dimezzando la poesia.

Si direbbe che lo faccia per rientrare in un metro angusto ed ermetico che pare più un suo esercizio di stile autoreferenziale che un tentativo di rendere nel modo più elegante e comprensibile quello che è il culmine del Silmarillion, l’ascesa di un Silmaril in cielo come segno di speranza e di vittoria finale sul Male.

Mica pippe.

Mentre Paola era persa in questo lavoro rilassante (rendetevi conto che quella come favole della buona notte si legge Stephen King, capite con chi ci tocca lavorare?) le ha telefonato Vittoria Alliata. Lei non ne parla per umiltà, sociofobia e puro terrore sacro, ma noi possiamo dirlo perché siamo Noldor estroversi e felici per lei: ormai si sente con la Principessa, che a suo dire è una persona deliziosa, di un’energia travolgente, e con l’apertura mentale necessaria per accogliere suggerimenti da semplici artigiani della traduzione e dello studio tolkieniano quali siamo noi e Paola. Infatti sembra che loro due, partendo dall’ignoranza di Fatica del Silmarillion e dalla mancata revisione di AIST,  si siano lanciate in una discussione su Eärendil, con Paola che aveva il suo file aperto davanti e citava a memoria la traduzione Alliata, e la Principessa in persona che prendeva nota delle parti salienti del confronto con Fatica.

Son bei momenti.

Per questo, venerdì sera in radio la Principessa ha citato Paola sull’ignoranza del Silmarillion da parte di Fatica, menzionando in particolare “il Vecchio Re” (Elder King = Manwë, creatura angelica e quindi senza età) che lei stessa ha tradotto in maniera sublime con “il Remoto Re”, e senza sapere nulla del Silmarillion! Ma siccome non sappiamo se la Principessa abbia anche parlato in radio delle parole mancanti, perché in quel momento la solita gatta minacciava di mangiarsi il PC se non le davamo la pappa, postiamo qui sotto uno screenshot del file di Paola:

earendil parole mancanti

In giallo le 13 parole o frasi, su 20 versi, che Fatica NON HA TRADOTTO. Sulla colonna di destra sono segnati in verde (perché il rosso diventa illeggibile) passi problematici, fra cui jewels wan / gemme stingono, che è un errore di grammatica perché wan = pallido è un aggettivo, non un verbo, posto dopo il sostantivo da Tolkien per ottenere un effetto arcaico ed epico. (I punti 2 e 2a si riferiscono a dubbi metrici che non capiamo neanche noi.)

Edit: Si noti anche che Fatica non ha tentato neanche di mantenere le allitterazioni (he Back was Borne) se non dove non ci sono (Piagge Perlee, forzatissimo) o le rime interne (shores / before). Curioso da parte di uno che insiste tanto sulla “poesia contenuta nella prosa di Tolkien” e su quanto si sia sforzato in cerca di soluzioni metriche elaborate per le poesie, che le rendono a volte del tutto incomprensibilli (dietro l’abietto, l’oste appetto).

Il file è molto più lungo e contiene anche la traduzione testuale di Paola, che per il momento vuole tenere per sé, per rispetto verso la Principessa e per eterna insoddisfazione, ma prima o poi gliela strapperemo dalle grinfie. Ci siamo rassegnati a questa sua passione per Eärendil, considerando quel meticcio (come direbbe Wu Ming 4) come un mero supporto per il NOSTRO Silmaril, oppure introducendo il concetto di PRESTITO che non è coperto dal Giuramento. E poi i suoi due figli sono talmente adorabili che non lo si può odiare del tutto.

Conclusione:

La Canzone di Eärendil è un passo cruciale del SdA. Chi comincia a leggere il SdA dovrebbe poterla comprendere, di certo testualmente, cosa che con Fatica è impossibile. Inoltre andrebbe spiegato in nota il suo significato profondo per il Silmarillion… O no? In fondo la Canzone è udita da Frodo che non ne capisce nulla, quindi forse il lettore dovrebbe mantenere la stessa ignoranza di Frodo? Oppure, ai giorni nostri in cui esiste la HoME, varrebbe la pena di aggiungere alla Canzone una serie di note che spiegano come essa sia legata al Silmarillion? Questa è una domanda per futuri editori. Non abbiamo una risposta; per ogni evenienza, noi e Paola stiamo preparando una traduzione comparata e annotata. Prima o poi potrebbe venire utile.

Aurë entuluva!

La Principessa domani in radio, e aggiornamenti

Il prossimo 19 giugno alle 21 (DOMANI) interverrà in diretta radiofonica sulla Radio ” La Voce Di Arda “ (https://www.spreaker.com/show/lo-show-di-radio-la-voce-di-arda) la traduttrice de Il Signore degli Anelli, la principessa Vittoria Alliata di Villafranca.

Quanto a noi, abbiamo consegnato un paio di lavori tolkieniani con scadenza a inizio giugno, poi il lavoro “normale” ha ripreso il sopravvento, e di brutto. Commenteremo presto gli eventi e i post che si sono succeduti e si succedono a ritmo continuo, per ora li linkiamo:

17 giugno: J.R.R. Tolkien: la vita e le opere parte 2, intervista a Roberto Arduini.

12 giugno: Lo Hobbit di J.R.R. Tolkien (Voce di Arda), con la traduttrice per l’edizione Bompiani, Caterina Ciuferri.

25 maggio: Ora risiede nel Reame Beato, commemorazione di Christopher con commento di Vittoria Alliata.

22 maggio: Il Ritorno di Fatica al Salone del Libro di Torino analisi e commento (Voce di Arda), con Enrico Spadaro, Paola Cartoceti e Costanza Bonelli.

16 maggio: Ritradurre “Il Signore degli Anelli”, dialogo fra Ottavio Fatica, Roberto Arduini, Loredana Lipperini e Ilide Carmignani.

3 gennaio: Intervista a Giampaolo Canzonieri (vecchia ma appena scoperta).

 

Intanto continueremo il commento testuale alla traduzione Fatica. E’ un lavoro improbo, e a volte ci chiediamo se ne valga la pena; le pecche sono già evidenti dai pochi capitoli commentati. Poi scopriamo che nelle Due Torri Gollum palpeggia Frodo, e abbiamo la risposta: sì, ne vale la pena.

Edit in arrivo: sistemare le Pagine, e soprattutto la sostituzione in tutto il blog di Alliata/Principe con Alliata/Rusconi e Alliata/Bompiani.