Commento testuale: Introduzione e Prologo

Il lavoro continua. Improvvisamente una traduzione bella o brutta sembra un problema secondario, quasi meschino, e la nostra soglia di concentrazione è al minimo. (Stiamo tutti bene, malanni stagionali a parte; è la testa che va.) Ma non è una semplice traduzione: è Tolkien. Colui che ci ha dato tante emozioni e che ci ha consolato in tanti momenti brutti. Forse ora più che mai il mondo ha bisogno di Tolkien, e ci piacerebbe che l’Italia in particolare potesse apprezzarlo nella forma migliore, o quanto meno avvicinarsi con gli occhi ben aperti alla nuova traduzione, sapendo che dietro c’è molto, ma molto di più. Cercare di leggere Tolkien in inglese potrebbe essere un’attività proficua se ci si annoia chiusi in casa.

Così abbiamo ancora una volta aggiustato il tiro. Il nostro scopo primario non deve essere la lode ad Alliata o le critiche a Fatica, ma la difesa di Tolkien. Questo comporta inevitabilmente l’approccio testuale alla traduzione Fatica, che però non deve essere fine a se stesso, e che oggi per noi entra in una nuova fase. Con questo il Professore è di nuovo al nostro fianco, in un modo o nell’altro.

Con questo post iniziamo un confronto riga per riga fra l’originale di Tolkien e la traduzione Fatica. Eviteremo di fare riferimento ad A/P se non quando necessario. Se possibile non entreremo nel dettaglio delle etimologie per brevità, e sicuramente prenderemo cantonate, come direbbe Gandalf; chiediamo il vostro aiuto per rimediare alla nostra incompetenza. Nel post introduttivo avevamo manifestato il tipico hubris di Noldor auspicando di poter produrre una traduzione alternativa di TUTTO il testo. Ovviamente non ce la faremo, neanche in 7 più collaboratori. Però è in lavorazione un progetto comune di cui ancora non sappiamo dire con precisione, ma vi terremo aggiornati.

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Andiamo in radio! + Edit di primavera

Buon 21 marzo! In vista della nostra partecipazione tramite Paola Cartoceti alla puntata della Voce di Arda del 17 aprile alle 21, abbiamo messo ordine in un post particolarmente importante: la nostra presentazione, “L’inizio di una lunga e ardua cerca“. All’alba del 3 gennaio 2020 avevamo tante buone intenzioni, ma poche idee e proverbialmente ben confuse.

Abbiamo quindi segnalato nel post i nostri errori, e soprattutto abbiamo finalmente messo il link all’intervento di Vittoria Alliata di Villafranca a San Marino 2019, Tradurre o tradire Tolkien, che ispirò la nascita dei Figli di Fëanor. (E’ un intervento che meriterebbe un post a sè, ma il tempo scarseggia e, come già detto, abbiamo spostato l’attenzione da A/P a Fatica; prima o poi però pubblicheremo anche “Alliata in parole sue”.) Allora ne capimmo pochissimo, ovviamente, e andammo a bruciare qualche nave per sfogarci.

Qualcosa di buono dobbiamo aver fatto, tuttavia, perché il nostro lavoro è diventato sempre più professionale e capillare, e ora ci viene anche chiesto di contribuire ufficialmente al dibattito pubblico. Ringraziamo e incrociamo tutte le dita.

Abbiamo di nuovo i link!

Dopo che FB ci fece il regalo di Natale di bloccare il nostro sito su Blogger per “contenuto inappropriato segnalato dagli utenti” (avevamo 3 post di cui uno che parlava bene della nuova copertina), il passaggio a WP è stato traumatico. Per un breve scintillante momento eravamo riusciti a importare da Blogger i link dei siti che ci interessavano, poi abbiamo respirato nel momento sbagliato e i link sono andati persi per sempre.

Sono tre mesi che ci studiamo, ma siamo riusciti a rimettere i link nella colonna di destra. Ovviamente non sono completi, è un work in progress e i siti utili sono tantissimi, ma almeno abbiamo il template a cui aggiungere i prossimi. Sono siti a cui apparteniamo, o che ci interessano, o di persone che conosciamo. Se avete suggerimenti da aggiungere, fateci sapere.

I soliti edit

Segnaliamo un importante edit al nostro penultimo post.

Prima di tutto Kelopoeta non ha parlato ieri sera alla Voce di Arda, OVVIAMENTE, ma parlerà venerdì 13! Dovrebbe essere facile da ricordare, no? Invece ieri sera alle 20:45 eravamo disperati, temendo di essere troppo stanchi per ascoltare… poi abbiamo avuto un flash.

(Sì: siamo troppo stanchi.)

Seconda cosa, dopo un tranquillo scambio di opinioni sul sito AIST abbiamo corretto alcune affermazioni su betulle e faggi.

Forse siamo paranoici a continuare a segnalare i nostri edit, perché i titoli cominciano ad assomigliare a equazioni matematiche, ma ci sembra onesto.

[EDIT: e anche filologico.]

Aragorn il Forestale – Rassegna stampa 1

forestale1Anche se per il momento non vogliamo/possiamo occuparci dei nomi della traduzione Fatica, ieri mattina ci hanno passato un articolo tratto da “Il Giornale di Arona” e abbiamo avuto un’idea malsana come tutte le nostre idee: raccogliere articoli sui Forestali. Siete liberi di segnalarceli.

Lasciamo perdere Terence Hill; e lungi da noi sminuire (come direbbe Galadriel) l’opera  indispensabile del Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari, nonché Carabinieri Forestali. Ma quante volte nella vita reale capita di sentir parlare dei Forestali? Troppe volte, e in circostanze troppo spesso di banale criminalità o pulizia di routine, perché il termine susciti in Italia tutt’altra reazione dal termine “Ramingo”.

Sull’AIST si trova l’articolo Aragorn il Forestale, uno studio filologico, di Wu Ming 4. E’ una ricerca approfondita e istruttiva, ma non affronta il problema di base: non l’origine della parola RANGER, ma il suono della parola FORESTALE a orecchie italiane.

C’è anche una lunga serie di commenti, in gran parte favorevoli a Forestale, che mostrano (oltre al bias di conferma, di cui tutti soffriamo) come in ultima analisi l’apprezzamento di una scelta sia soggettivo.

Ma si usa dire familiarity breeds contempt (pare che il primo a usare questa frase sia stato Chaucer), ovvero la familiarità genera il disprezzo. La citazione cade un poco a sproposito perché esistono tipi positivi di familiarità. Anche molti difensori della traduzione A/P sono mossi proprio dalla familiarità (e di conseguenza sono insultati, orsacchiotto di peluche etc). Noi stiamo sempre più sforzandoci di prescindere da A/P per giudicare la traduzione Fatica, prendendola invece in se stessa e in rapporto con l’originale. Facciamo finta che Ramingo non sia mai esistito.

Torniamo a Samplicio e Castaldo: a noi piacciono anche perché non abbiamo un vicino di nome Samplicio, o un Castaldo in giunta comunale. Però abbiamo la sede locale della Protezione Civile nel paese accanto, quindi di Forestali è pieno così, e possiamo pensare che questo in Italia capiti a molti.

Fatica ha detto che a me raminghi sembra un tipo di ordine di frati, non mi convince. E’ soggettivo. Un traduttore deve avere l’umiltà di confrontarsi con i suoi potenziali lettori e informarsi su come la sua versione possa suonare. E’ una questione di orecchio, non solo alla lingua italiana, ma alla civilisation che ci insegnarono quando studiavamo il francese, cioè a come una cultura percepisce certi termini.