Commento testuale: Introduzione e Prologo

Il lavoro continua. Improvvisamente una traduzione bella o brutta sembra un problema secondario, quasi meschino, e la nostra soglia di concentrazione è al minimo. (Stiamo tutti bene, malanni stagionali a parte; è la testa che va.) Ma non è una semplice traduzione: è Tolkien. Colui che ci ha dato tante emozioni e che ci ha consolato in tanti momenti brutti. Forse ora più che mai il mondo ha bisogno di Tolkien, e ci piacerebbe che l’Italia in particolare potesse apprezzarlo nella forma migliore, o quanto meno avvicinarsi con gli occhi ben aperti alla nuova traduzione, sapendo che dietro c’è molto, ma molto di più. Cercare di leggere Tolkien in inglese potrebbe essere un’attività proficua se ci si annoia chiusi in casa.

Così abbiamo ancora una volta aggiustato il tiro. Il nostro scopo primario non deve essere la lode ad Alliata o le critiche a Fatica, ma la difesa di Tolkien. Questo comporta inevitabilmente l’approccio testuale alla traduzione Fatica, che però non deve essere fine a se stesso, e che oggi per noi entra in una nuova fase. Con questo il Professore è di nuovo al nostro fianco, in un modo o nell’altro.

Con questo post iniziamo un confronto riga per riga fra l’originale di Tolkien e la traduzione Fatica. Eviteremo di fare riferimento ad A/P se non quando necessario. Se possibile non entreremo nel dettaglio delle etimologie per brevità, e sicuramente prenderemo cantonate, come direbbe Gandalf; chiediamo il vostro aiuto per rimediare alla nostra incompetenza. Nel post introduttivo avevamo manifestato il tipico hubris di Noldor auspicando di poter produrre una traduzione alternativa di TUTTO il testo. Ovviamente non ce la faremo, neanche in 7 più collaboratori. Però è in lavorazione un progetto comune di cui ancora non sappiamo dire con precisione, ma vi terremo aggiornati.

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Aragorn il Forestale – Rassegna stampa 1

forestale1Anche se per il momento non vogliamo/possiamo occuparci dei nomi della traduzione Fatica, ieri mattina ci hanno passato un articolo tratto da “Il Giornale di Arona” e abbiamo avuto un’idea malsana come tutte le nostre idee: raccogliere articoli sui Forestali. Siete liberi di segnalarceli.

Lasciamo perdere Terence Hill; e lungi da noi sminuire (come direbbe Galadriel) l’opera  indispensabile del Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari, nonché Carabinieri Forestali. Ma quante volte nella vita reale capita di sentir parlare dei Forestali? Troppe volte, e in circostanze troppo spesso di banale criminalità o pulizia di routine, perché il termine susciti in Italia tutt’altra reazione dal termine “Ramingo”.

Sull’AIST si trova l’articolo Aragorn il Forestale, uno studio filologico, di Wu Ming 4. E’ una ricerca approfondita e istruttiva, ma non affronta il problema di base: non l’origine della parola RANGER, ma il suono della parola FORESTALE a orecchie italiane.

C’è anche una lunga serie di commenti, in gran parte favorevoli a Forestale, che mostrano (oltre al bias di conferma, di cui tutti soffriamo) come in ultima analisi l’apprezzamento di una scelta sia soggettivo.

Ma si usa dire familiarity breeds contempt (pare che il primo a usare questa frase sia stato Chaucer), ovvero la familiarità genera il disprezzo. La citazione cade un poco a sproposito perché esistono tipi positivi di familiarità. Anche molti difensori della traduzione A/P sono mossi proprio dalla familiarità (e di conseguenza sono insultati, orsacchiotto di peluche etc). Noi stiamo sempre più sforzandoci di prescindere da A/P per giudicare la traduzione Fatica, prendendola invece in se stessa e in rapporto con l’originale. Facciamo finta che Ramingo non sia mai esistito.

Torniamo a Samplicio e Castaldo: a noi piacciono anche perché non abbiamo un vicino di nome Samplicio, o un Castaldo in giunta comunale. Però abbiamo la sede locale della Protezione Civile nel paese accanto, quindi di Forestali è pieno così, e possiamo pensare che questo in Italia capiti a molti.

Fatica ha detto che a me raminghi sembra un tipo di ordine di frati, non mi convince. E’ soggettivo. Un traduttore deve avere l’umiltà di confrontarsi con i suoi potenziali lettori e informarsi su come la sua versione possa suonare. E’ una questione di orecchio, non solo alla lingua italiana, ma alla civilisation che ci insegnarono quando studiavamo il francese, cioè a come una cultura percepisce certi termini.

 

Fonti Primarie 4.1: Fatica al Tolkien Lab di Modena, 15 febbraio 2020

[Edit 15/4 Edit 10/9 Edit 21/10: stiamo ANCORA rivedendo questo post alla luce della registrazione dell’intervento di Modena e continuiamo a scoprire nuove bizzarrie nelle parole di Fatica (che non aggiungeremo in questa sede, anzi abbiamo completamente svincolato la parte su Modena). Riediteremo quindi completamente quanto segue, tenendo conto dei commenti ricevuti e senza più segnalare ogni singola correzione alle nostre affermazioni, se no vien fuori un carnaio proprio quando ci vuole massima chiarezza.]

Come auspicavamo, ci è stata gentilmente fornita la registrazione dell’intervento. Speriamo che, con tante possibilità a disposizione (come i video su FB o La Voce di Arda, che ha recentemente trasmesso un intervento della traduttrice Costanza Bonelli e venerdì 13 intervisterà Kelopoeta, e conserva tutte le sue puntate per rendere disponibile la consultazione a tutti), sia sempre più prassi comune fornire la vera voce degli intervistati, soprattutto nel clima ostile e sospettoso di questi mesi.

gazzetta_modena_fatica

L’articolo della Gazzetta di Modena qui sopra pubblicizza l’incontro. Vale la pena di analizzarlo, perché si aggiunge a quella serie di motivi per cui una parte dei tolkieniani è furibonda con la traduzione Fatica e i suoi sostenitori. L’articolo non è facilmente leggibile, ma se visualizzate l’immagine, la scaricate e l’ingrandite, si capisce.

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Fonti Primarie 4: Fatica in parole sue

[Edit 3/03: ebbene sì, di nuovo; la formattazione di questo articolo fa schifo e ci sono un paio di frecciatine sopra le righe che si possono evitare quando si tratta di argomenti così importanti.]

Il nome di Ottavio Fatica ci era completamente sconosciuto prima di quel fatale agosto 2019. Ma anche adesso, dopo averlo visto denigrato o esaltato, senza via di mezzo, spesso aprioristicamente, rimane una figura misteriosa.

Della sua vita personale si sa pochissimo, ed è giusto che voglia mantenere la privacy; non si sa neppure la sua età, gliene daremmo una cinquantina, bell’uomo, con un raro sorriso luminoso. Non avrebbe importanza, se non che il modo in cui uno si pone (non si tinge i capelli grigi, per fare un esempio banale) suscita inevitabilmente una reazione, e Fatica ha tutte le carte in regola per fare buona impressione a prima vista.

Non sappiamo nulla dei suoi titoli di studio, non per snobismo ma per poterci rivolgere a lui in modo adeguato. E’ di Perugia, città ricca di incanto, i cui abitanti hanno un accento gradevolissimo, che purtroppo non si trasmette nell’unico video che possediamo. (Non osiamo pensare a come suona l’accento milanese di alcuni di noi, ci consenta.)

Ma è parco di commenti sull’argomento che lo ha portato, nel bene o nel male, agli onori della cronaca.

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Commento testuale: Galadriel e Ramesse II

Originale

    `And now at last it comes. You will give me the Ring freely! In place of the Dark Lord you will set up a Queen. And I shall not be dark, but beautiful and terrible as the Morning and the Night! Fair as the Sea and the Sun and the Snow upon the Mountain! Dreadful as the Storm and the Lightning! Stronger than the foundations of the earth. All shall love me and despair! ‘
   She lifted up her hand and from the ring that she wore there issued a great light that illuminated her alone and left all else dark. She stood before Frodo seeming now tall beyond measurement, and beautiful beyond enduring, terrible and worshipful. Then she let her hand fall, and the light faded, and suddenly she laughed again, and lo! she was shrunken: a slender elf-woman, clad in simple white, whose gentle voice was soft and sad.
   ‘I pass the test,’ she said. `I will diminish, and go into the West and remain Galadriel.’

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