Non stiamo parlando dei litiganti storici, che non si stuferanno mai di litigare. A questo punto ci pare una partita di calcio, ma molto più noiosa e irritante: i “cattofascisti” segnano rifiutando in blocco la traduzione Fatica, i “comunisti mangiabambini” rispondono con l’ennesimo articolo-bordata colmo di insulti e sarcasmo, l’arbitro Bompiani espelle dal campo la traduzione Alliata/Principe…
Si spera che, mentre il fastidioso rumore della telecronaca urlata continua a uscire da un TV privo del controllo volume, nascano nuovi contributi e iniziative di valore come The Tree of Tales, e nuovi appassionati di tutte le età portino avanti l’amore per Tolkien.
Ma la gente “normale”? O anche gli appassionati seri e brillanti (ne conosciamo) che non vogliono avere niente a che fare con le attività tolkieniane proprio per odio delle polemiche? I ragazzini che hanno visto solo i film? Magari verranno fra due weekend a Novegro per il Potteraduno e sentendo parlare di un intervento su Tolkien diranno al meglio “Chi? Quello che fa sempre litigare mamma e papà? Lasciamo perdere.” Se poi sono fra quelli che approfittano del cambiamento climatico per bigiare la scuola, anziché manifestare di domenica, la reazione potrebbe essere “Chi? Quel vecchio fascista sostenitore di Trump?” e tanti saluti.
Tolkien continuerà a essere una colonna della letteratura universale, al di là di qualsiasi genere. Ma forse languirà nelle biblioteche e sui ripiani alti delle librerie. Magari lo si studierà forzosamente a scuola con lo stesso entusiasmo con cui molti studenti sopportano Dante e Manzoni. Magari qualche insegnante illuminato tenterà di far capire l’attualità delle parole di Gandalf a Frodo riguardo a Gollum – che non abbiamo ancora osato leggere nella traduzione Fatica – forse avventurandosi coraggiosamente sul ruolo della Provvidenza nel SdA. La reazione stanca e annoiata potrebbe essere il rifiuto di tanta retorica, che poi si sa, anche se le divergenze politiche dovessero essere per allora superate, erano brutti tempi.
Siamo di umore apocalittico. Dopotutto, perché non abbiamo “messo la faccia” su questo blog, preferendo un fragile anonimato? Non abbiamo voglia di essere coperti di insulti personalmente oltre che indirettamente. (Non succederebbe perché non siamo nessuno, ma la paranoia è una brutta cosa.) Andremo avanti, ma non ci stupiremmo se quando nessuno ricorderà più questa vicenda, e la traduzione Fatica regnerà sovrana, ci sarà un po’ meno hobbitudine in Italia, un po’ meno amici che si fanno gli auguri con le parole “La Via prosegue senza fine”, perché “La Strada s’en va ininterrotta” non lo dice nessuno.