Commento testuale: La pietà di Bilbo

Originale

   ‘O Gandalf, best of friends, what am I to do? For now I am really afraid. What am I to do? What a pity that Bilbo did not stab that vile creature, when he had a chance!’
   ‘Pity? It was Pity that stayed his hand. Pity, and Mercy: not to strike without need. And he has been well rewarded, Frodo. Be sure that he took so little hurt from the evil, and escaped in the end, because he began his ownership of the Ring so. With Pity.’
   (…) ‘He deserves death.’
   ‘Deserves it! I daresay he does. Many that live deserve death. And some that die deserve life. Can you give it to them? Then do not be too eager to deal out death in judgement. For even the very wise cannot see all ends.’

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Commento testuale: L’Enigma di Aragorn

Originale:

All that is gold does not glitter,
Not all those who wander are lost;
The old that is strong does not wither,
Deep roots are not reached by the frost.
From the ashes a fire shall be woken,
A light from the shadows shall spring;
Renewed shall be blade that was broken,
The crownless again shall be king.

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Commento testuale: Seek for the Sword that was Broken / Cerca la Spada che fu Rotta

Originale:

Seek for the Sword that was broken:
In Imladris it dwells;
There shall be counsels taken
Stronger than Morgul-spells.
There shall be shown a token
That Doom is near at hand,
For Isildur’s Bane shall waken,
And the Halfling forth shall stand.

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Commento testuale: La Canzone di Eärendil (selezione)

Originale:

Eärendil was a mariner
that tarried in Arvernien;
he built a boat of timber felled
in Nimbrethil to journey in
(…)

They clothed him then in elven-white,
and seven lights before him sent,
as through the Calacirian
to hidden land forlorn he went.
He came unto the timeless halls
where shining fall the countless years,
and endless reigns the Elder King
in Ilmarin on Mountain sheer;
and words unheard were spoken then

of folk of Men and Elven-kin,
beyond the world were visions showed
forbid to those that dwell therein
(…)

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Cambio di sottotitolo

I nostri occasionali lettori potrebbero notare che la descrizione del blog è cambiata: “Storia, critica e commento testuale sulla traduzione Fatica di ‘Il Signore degli Anelli'” invece di “In difesa della traduzione del SdA di Vittoria Alliata”

Non abbiamo rinnegato Alliata. Che la sua traduzione (perfino dopo le revisioni di Principe e della STI) contenesse errori gravissimi e scelte stilistiche molto dubbie lo sappiamo da decenni. Riguardo al gusto personale, Gran Burrone non ci è mai piaciuto, e Trombatorrione, ecco, non è invecchiato bene, tanto per fare un paio di esempi. Questo non ha impedito che Tolkien diventasse praticamente il centro della nostra vita intellettuale e personale, anzi, lo dobbiamo a lei.

Tuttavia, più procediamo nello studio della traduzione Fatica e più ci rendiamo conto che quest’opera contiene talmente tanti errori di comprensione dell’inglese, soluzioni tragicomiche e interi passi incomprensibili che, anche considerandola in se stessa, cioè senza paragonarla ad Alliata/Principe o all’originale inglese, “non è una bella traduzione”, tanto per citare Fatica a proposito della traduzione Pavese di Moby Dick.

La situazione è aggravata dalla storia di come si è arrivati a questo punto. Se fosse stata una decisione presa a tavolino per ragioni editoriali ed economiche, calma e tranquilla tipo “e se rinnovassimo la traduzione del SdA? Prendiamo Fatica che è un traduttore famoso, e magari l’AIST ci dà una mano…” allora il risultato, per quanto discutibile, sarebbe stato affrontato con molta più serenità.

Invece siamo sottoposti da ANNI a una campagna IDEOLOGICA di insulti contro Alliata stessa, e di hate speech (non usiamo invano questo termine) verso i tolkieniani settari, cattofascisti, estremisti destrorsi, impallinati, bidelli (tutti documentati dai link che abbiamo pubblicato e pubblicheremo), incapaci di capire che la traduzione Fatica finalmente restituisce il vero Tolkien, che si esce finalmente dall’oscurità, che la dipartita di Christopher segna una nuova era… non solo discriminazione ma cattivo gusto.

Neanche le “vittime” sono incolpevoli – notissima la storpiatura alla napoletana del nome di uno dei fautori di Fatica, che disapproviamo – ed è inutile giocare a chi ha cominciato prima. Non siamo all’asilo.

Speriamo in futuro di parlare sempre meno di politica e sempre più di testi, e c’è tanto da dire, anche a prescindere dalla traduzione A/P. Perfino il lettore casuale che apra la traduzione Fatica e trovi le case hobbit dal “tetto… coperto di cotica” non ne ricaverà facilmente il senso del vero Tolkien.